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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/188


— fallo che comprendiamo un mondo come subiettivamente deter- minato, non è detto che sia p o ss i b i 1 e in generale un mondo obiet- tivo. Chi ci obbliga a pensare che la subiettività sia reale, es- senziale? L'« in sè » è pertanto una concezione contradditoria : una <f con- dizione in sè » è un'insensatezza: i concetti •< essere », « cosa » sono sempre soltanto concetti di r e 1 a z ì o n e.... Il guaio è che con la vecchia opposizione « apparente » e ;< vero » si è propagato il pregiudizio relativo: « di minor valore » e « di va- lore assoluto ». Il mondo apparente non vale per noi come un mondo pieno di valore: l'apparenza deve essere una istanza contro il valore supremo. Di pieno valore in sè deve essere solo il mondo « vero ».... Pregiudizio dei pregiudizi! In primo luogo sarebbe possibile in sè che la vera condizione delle cose fosse siffattamente funesta ed opposta alle condizioni della vita, che l'apparenza fosse necessaria per poter vivere?... Questo è il caso in moltissime situa- zioni: per es., nel matrimonio. Il nostro mondo empirico sarebbe condizionato dagli istinti di conservazione anche nei suoi limiti di conoscenza : noi consideriamo vero, buono, dotato di valore ciò che giova alla conservazione della specie,... a] Non abbiamo categorie secondo le quali possiamo distin- guere un mondo vero e uno apparente. Può esservi solo un mondo apparente, ma non solamente il nostro mondo apparente. /;) Ammesso il mondo vero, esso potrebbe tuttavia essere d i minor valore per noi; appunto la quantità di illusione potrebbe essere di un ordine superiore, nel suo valore di conservazione per f noi (dato pure che l'apparenza in sè giustificasse un giudizio di condanna!) c) Che vi sia una correlazione tra igradi del valore e i gradi della realtà (cosicché i piìi alti valori abbiano anche la più alta realtà) è un postulato metafisico procedente dal presup- posto che noi conosciamo la gradazione dei valori : cioè che que- sta gradazione è una gradazione morale.... Solo in tale presup- posto è necessaria la verità per determinare tutto -ciò che ha il va- lore supremo. È di importanza capitale che il m o n d o vero sia annullal