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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/178


80 — 365. lo crtìdo nello spazio assokito, carne substrato della forza: questa limitata e formata. 11 tempo eterno. Ma in sè non vi è nè spazio, nè tempo. « Mutazioni sono soltanto fenomeni (o processi dei sensi per noi); se anche introduciamo un ricorso regolare in queste mutazioni, non è tuttavia con ciò provato se non che è sempre accaduto cosi. 11 sentimento che il p o s t h o c sia un p r o p t e r h o c si può facil- mente ridurre ad un malinteso; lo si comprende. Ma i fenomeni non posson essere « cause »l 366. «Volontà di potenza» e causalismo. — Considerato psicologicamente, il concetto di « causa » è il nostro sentimento di potenza della cosidetta volontà, — il nostro concetto di « effetto » è la superstizione, che questo sentimento di potenza sia la potenza stessa che muove... Uno stato, che accompagna un fatto ed è già un suo effetto, è proiettato come « ragion sufficiente » del medesimo; — il rapporto di tensione del nostro sentimento di potenza (il piacere come senti- mento di potenza), della contradizione superata — sono queste il- lusioni? Se riduciamo il concetto di « causa » alla unica sfera a noi nota, dalla quale lo abbiamo ricavato non possiamo più rappresentarci alcun cambiamento, nel quale manchi una volontà di potenza. Non possiamo derivare una mutazione, se non ha luogo una sopraf- fazione di una forza da parte di u n' al t r a. La meccanica ci mostra solo successioni, e inoltre soltanto in immagini (il movimento è una metafora). La. stessa gravitazione non ha alcuna causa meccanica, poiché è la reazione prima delle succes- sioni meccaniche. La volontà dell'accumulamento di forza è specifica nei feno- meni della vita, nella nutrizione, nella procreazione, nell'eredità. Non dovi-emmo ammettere questa volontà come causa efficiente an- che nella chimica — e nell'ordine cosmico? Non solo costanza dell'energia : ma economia massima del con- sumo : cosicché la volontà di divenir più forteè dal punto di vista d'ogni centro di forza l'unica realtà, — non affermazione di sè, ma volontà di appropriazione, di dominio, di accrescimento, di fortificazione.