Apri il menu principale

Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/177


7y — in cui pervenne alla coscienza, che quanto era stato notato come proprietà delle cose, sono sensazioni del soggetto senziente; quindi le proprietà cessarono di appartenere all'oggetto ». Rimaneva « la cosa in sè ». La differenza tra cosa in sè e cosa per noi riposa sulla percezione primitiva, ingenua, che attribuiva energia all'og- getto : ma l'analisi dimostrò che anche la forza è stata immaginata, e così pure — la sostanza. « La cosa affetta il soggetto »? Radice della rappresentazione di sostanza nel linguaggio, non nell'essere esterno a noi! La cosa in sè non è un problema! L'essere si dovrà pensare come sensazione, a fondamento della quale non vi è nulla che sia privo di sensazione. Nel movimento non è dato alcun nuovo contenuto di sensa- zione. L'essere non può aver come contenuto essenziale il movimento: quindi anch'esso forma dell'essere. Inoltre; la spiegazione del divenire può esser tentata anzi- tutto: mediante la rappresentazione di immagini del divenire che gli precorrono (fini); in secondo luogo; mediante la rappresen- tazione di imagini che lo seguono (spiegazione fisico-matema- tica). Entrambe non devono essere confuse. Quindi : la spiegazione fi- sica, che è la rappresentazione immaginativa del mondo per mezzo della sensazione e del pensiero, non può a sua volta dedurre e far sorgere il sentire e il pensare : piuttosto la fisica deve costruire anche il mondo sensibile in modo conseguente senza sensa- zione e scopo — fino agli uomini sommi. E la spiegazione della logica è soltanto una storia dei finie non mai fisica! I 363. L'esplicazione di un divenire come o fare o patire ( — pertanto ogni fare è un patire) dice: ogni mutazione, ogni divenir altro pre- sii'ppone un oausante ed uno ohe subisce la mutazione. 364. La nostra cattiva abitudine di considerare un segno per la me- moria, una formula abbreviativa, come essere, per conseguenza come eausa, per esempio di dire del lampo: «splende». Ovvero anche la paroletta « io ». .'\ncora non pone un modo di prospettiva nel vedere come causa dello stesso vedere : questo fu il massimo artifizio nell'invenzione del « soggetto » dell'» io »! — 1