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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/159


161 - speltivamenle" delia realtà. 11 criterio del vero « era in realtà soltano la utilità biologica di un tale sistema di falsificazione fondamentale: e poiché una specie animale non co- nosce nulla di più importante che il mantenersi, così si doveva qui infatti parlare di « verità ». L'ingenuità era solo nel considerare la idiosincrasia antropocentrica come misura delle cose, come redola circa il « reale » e !'« irrcitJe » : in breve, di rendere assoluto uno stato condizionale. Ed ecco, a un tratto si divise il mondo in uno « vero » e uno « apparente » : e proprio il mondo nel quale l'uomo aveva trovato la sua dimora e la ragione della sua sistema- zione, proprio questo gli fu screditato. Invece di utilizzare le forme come strumenti, invece di farsi il mondo maneggevole e calcolabile, la pazzia dei filosofi venne a vedere in queste categorie il concetto di quel mondo a cui l'altTO, dove si vive, non corrisponde.... 1 mezzi vennero misconosciuti come criterio, anzi come condanna dello scopo. Lo scopo era di ingannarsi in modo utile : i mezzi per ciò erano la scoperta di formule e segni con l'aiuto dei quali si riduceva la molteplicità imbarazzante ad uno schema utile e comodo. Ma ahimè! ora si mise in giuoco una categoria morale : nessun essere si vuole ingannare, nessun essere può ingannare, — quindi vi è soltanto una volontà di verità. Che cosa è la « verità »? 11 principio di contraddizione offerse lo schema: il mondo reale, pel quale si cerca il cammino, non può essere in contraddizione con se stesso, non può mutare, non può divenire, non ha nè principio, nè fine. Questo è l'errore più grave, al quale si sia giunti, la vera fata- lità dell'errore sulla terra : si credette di avere un criterio della realtà nelle forme della ragione, — mentre si avevano per divenire padroni della realtà, per fraintenderla, per disconoscerla in modo abile. Ed ecco; ora il mondo divenne falso, e precisamente a causa delle proprietà, che costituiscono la sua realtà, mu- tazione, divenire, molteplicità, opposizione, contraddizione, lotta. Ed ora, ecco tutta la serie fatale: 1) Cóme ci si libera dal mondo falso, solo apparente? { — esso era il reale, l'unico — )■; 2) Come si diventa noi stessi, per quanto è possibile, l'opposto del carattere del mondo apparente? (concetto dell'essere perfetto co- me opposizione ad ogni essere reale, anzi più chiaramente, come contraddizione alla vita....). I