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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/148


zione è la forma più tardiva dell'u esperienza interiore » — forse è una forma appena possibile.... 300. La coscienza — cominciando dalla parie più esteriore, come coordinazione e un divendr cosciente delle « impressioni » — dap- prima più che mai lontana dal centro biologico dell'individuo, ma un processo che si approfondisce, s'interna e si avvicina costante- mente a quel centro. 301. Caos primordiale delle rappresentazioni : quelle che si conci- liano reciprocamente rimasero, il maggior numero perì — e perisce. 302. Il compito della «coscienza». E' essenziale di non sbagliare intorno al compito della « coscienza » : è la nostra relazione col mondo esteriore che l'ha svil u'p- pata. Invece, la direzione, cioè la vigilanza e la previg- genza rispetto all'insieme delle funzioni corporee non entra nella nostra coscienza, come non entra l'immagazzinamento spirituale; però non si può mettere in dubbio che esiste per questo un'istanza superiore, una specie di comitato direttivo in cui i di- versi appetiti principali fanno valere le loro voci e il loro potere. "Piacere», «dolore» sono indicazioni venute da questa sfera: e così pure l'atto della volontà; e così pure le idee. In swnma: Ciò che diviene cosciente si trova in rapporti di causalità' che ci sono interamente nascosti, hx successione di pen- sieri, di sentimenti, d'idee nella coscienza non significa che questa successione sia un seguito causale : ma apparentemente è così, e nel più alto grado. Su questa apparenza abbiamo fondato tutta la nostra rappresentazione di spirito, di ragion e, di logica eoe. ( — tutto questo non esiste; sono sintesi e unità fìnte) per proiettare in seguito questa rappresentazione nelle cose, dietro le cose! Generalmente si considera la coscienza come insieme sensorio e istanza superiore; invece essa è solo un mezzo di comuni- cazione: si è sviluppata in relazione e tenuto conto degli inte- - l