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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/140


42 - dentro un senso- — questo compilo rimane decisamente ancora, anche dato che non ci sia nessun senso. Così ac- cade per i suoni e cosi anche per i destini dei popoli: essi si prestano alle interpretazioni e alle direzioni più diverse, per diversi fini. II gradino ancora più alto sta nello stabil ire una meta e informare secondo questa meta ciò che è reale: dunque l'inter- pretazione secondo l'azione e non semplicemente il rifacimento astratto. 275. ■ Non esiste « spirito », nè ragione, nè pensiero, nè coscienza, nè anima, nè volontà, n è yeri tà : queste son tutte finzioni inutilizzabili. Non si tratta di « soggetto e di oggetto », ma di una determinata specie animale che prospera soltanto sotto l'imperio di una relativa giustezza delle sue percezioni e sopratutto della regolarità di esse (di modo che può capitalizzare le esperienze...) La cnnosL-e nza lavora come strumento della potenza. E' dunque evidente che essa cresce ad ogni aumento di potenza... Senso della conoscenza : qui, come per l'idea del « bene » del « bello », il concetto deve essere considerato severamente e stretta- mente dal punto di vista antropocentrico e biologico. Perchè una specie determinata possa conservarsi e crescere nella sua potenza, bisogna che il suo concetto della realtà abbracci abbastanza cose calcolabili e cost^anti da poter edificare su questa concezione uno schema della sua condotta. L' utilità della conservazione — e non un qualche bisogno, astratto e teorico, di non essere ingan- nati — sta come motivo dietro l'evoluzione degli organi della cono- scenza...., questi organi si sviluppano in modo che la loro osserva- zione basta a conservarci. In altre parole : la misura del biso- gno di conoscere dipende dalla misura dello sviluppo nella v o - lontà di potenza della specie; una specie si appro- pria una quantità di realtà per rendersi padrona di essa, per prenderla al suo servizio. 276. Contro il positivismo che si ferma ai fenomeni, « esistono solo fatti» vorrei dire: no, non esistono fatti, solo interpreta- z ioni . Non possiamo stabilire nessun fatto « in sè » : forse è in- sensato voler una cosa simile. - 143