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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/126


28 — sentimento di potenza; l'orgoglio non manca in quanto si è comu- nità, abitacolo di Dio, uno degli « eletti L'uomo ha propriamente subito una nuova alterazione della personalità: questa volta egli ha chiamato Dio il suo sentimento di amore. Bisogna immaginarsi il risveglio di un simile sentimento: è una specie di rapimento, un discorso strano, un « Van- gelo » — ciò che vi era di singolarmente nuovo in questo, non per- mise all'uomo di attribuire l'amore a se stesso; — egli credette che Dio camminasse dinanzi a lui, che fosse diventato vivente nel suo cuore. « Dio viene fra gli uomini » il « prossimo » si trasfigura, di- venta Dio (nella misura in cui il sentimento d'amore si rivolge ad esso) Gesù è il prossimo non appena il pensiero lo ha trasformato in divinità, in causa che produce il senti- mento di potenza. 244. Il vangelo; la notizia che l'accesso alla felicità è aperto agli umili e ai poveri — che basta separarsi dalle istituzioni, dalla tra- dizione, dalla tutela delle classi superiori : in questo senso la salita del cristianesimo non è stata altro che la dottrina sociali- sta per eccellenza. ' Proprietà, acquisto, patria, condizione e stato sociale, tribu- nale, polizia, stato, chiesa, istruzione, arte, militarismo; questi sono altrettanti ostacoli alla felicità, errori, agguati, opere del demonio di cui l'Evangelo annuncia il giudizio finale... Tutto ciò è tipico per la dottrina socialista. Nello sfondo di questo sconvolgimento c'è l'esplosione di una ripugnanza concentrata contro i « signori » : l'istinto della felicità che ci darebbe nel sentirsi liberi, dopo una così lunga oppressione... (E' questo generalmente un sintomo che gli strati inferiori sono stati trattati con troppa umanità, che essi cominciano già ad assaporare il gusto di una felicità che è loro proibita... Non è la fame che pro- duce le rivoluzioni, ma il fatto che nel popolo l'appetito è venuto ni mangeant. 245. Perchè io protesto? Perchè non voglio che si consideri come qualcosa di alto e anzi come norma dell'uomo, questa pic- cola, pacifica mediocrità, questo equilibrio di un'anima che non conosce i grandi impulsi delle grandi accumulazioni di forza. — - 1