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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/125


27 - l'amore; qui arde un'anima appassionata sotto la cenere del- rumiltà e della miseria: esso non era né greco, nè indiano, nè tanto meno germanico. Il canto in onore dell'amore che S. Paolo ha com- posto non ha nulla di cristiano, è invece una vampa della fiamma eterna che è semitica. Se il cristianesimo ha fatto qualcosa di essen- ziale, dal punto di vista psicologico, è stato di elevare la tem- peratura dell'anima in quelle razze più fredde e più no- bili che allora erano alla testa dei popoli; è stato di scoprire che la vita più miserabile poteva diventare ricca e senza prezzo per mezzo di una elevazione della temperatura.... S'intende che una simile trasmissione non poteva operarsi in riguardo alle classi dominanti : gli ebrei e i cristiani avevano con- tro di sè i loro cattivi modi, e la forza e la passione dell'anima ac- compagnata alle cattive maniere provocano l'allontanamento e quasi la ripugnanza ( — io vedo queste cattive maniere quando leggo il Nuovo Testamento). Bisognava essere affini, per bassezza e per miseria, al tipo del basso popolo che parla qui, per sentire l'attra- zione... Il gusto classico di ognuno è provato dall'attitu- dine che si assume di fronte al Nuovo Testamento (confronta Ta- cito); chi non prova un sentimento di rivolta, chi non sente sin- ceramente e profondamente qualcosa di simile alla ioeda stipersH/io, qualcosa che gli fa tirare indietro la mano come per non insudi- ciarsi, quegli non sa che cosa sia classico. Bisogna considerare la « croce » come fece Goethe. 243. Reazione della piccola gente: L'amore ci dà il sentimento di potenza più elevato. Bisogna intendere che non è l'uo- mo in generale, ma una certa specie d'uomini che parla così. « Siamo divini nell'amore, diventiamo « figli di Dio» Dio ci ama e non esige nient'altro da noi che l'amore. Questo vuol dire che ogni morale, ogni obbedienza, ogni azione non produce quei sentimento di po- tenza « di libertà che gemerà l'amore; — non si fa nulla di cattivo per amore, si fa ben i)iù di quanto non si farebbe per obbedienza G per virtù. Qut, la felicità del gregge, il sentimento della comunità in grande e in piccolo, il sentimento vivente dell'unità, sono conside- rati come la somma dei sentimenti vitali. L'aiutare, il vigilare, l'essere utili destano continuamente il sentimento della potenza; il successo visibile, l'espressione del piacere sottolineano il — 1