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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/104


I - 106 - mento rappresenterà anche un grado di moralità molto inferiore al pensiero della stessa jiersona in quanto è guidata dai suoi istinti. 200. 11 filosofo opposto ai rivali, per esempio opposto alla scienza: allora diventa scettico: allora si riserva una forma della cono- scenza che contesta all'uomo scientifico; allora egli procede dando la mano al prete per non destare il sospetto dell'ateismo, dei mate- rialismo; egli considera un attacco contro sè come un attacco diretto contro la morale, la virtii, la religione, l'ordine; — sa portare in cattiva fama i suoi avversari, chiamandoli « seduttori » e « distrut- tori »: allora cammina dando la' mano al potere. Il filosofo in lotta con altri filosofi : — cerca di spingerli al punto da farli apparire come anarchici, increduli, avversari della autorità. In summa, finché lotta, lotta esattamente come un prete, come una corporazione di preti. 5. LIBERA FILOSOFIA. 201. Si cerca il quadro del mondo in quella filosofia che ci dà il senso della maggior libertà; cioè in quella filosofia in cui il nostro im- pulso più potente si sente libero nella sua attività. Cos'i accadrà anche per me! 202. La mia prima soluzione: la saggezza dioni- siaca. Gioia ne 11 a distruzione di ciò che vi è di più n 0 b i 1 e e nel vedere come a poco a poco va in ro- vina; quale gioia per ciò che sta venendo, per il futuro che trionfa sul presente per quanto buono esso sia. Dionisiaca: temporanea identificazione col principio della «vita compresa la yohittà del martire). Le mie innovazioni. — Svolgimento ulteriore del pes- simismo: il pessimismo dell'intelletto: la critica morale, disso- luzione dell'ultimo conforto. Riconoscimento dei segni del decadimento; ogni forte azione velata dall'errore; la cultura isolata è ingiusta e quindi forte. 1) La mia lotta contro la decadenza e la crescente debo- lezza della personalità, lo cerco un nuovo centro. . - 1