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PREFAZIONE DEL TRADUTTORE


Quando nel 1886 il Nietzsche, entrato nell’età matura, ebbe a rileggere questa opera succinta e rapida come una greca Artemide, composta più di tre lustri innanzi, a 26 anni, nel fiore della giovinezza, non le risparmiò censura: i suoi occhi «divenuti più vecchi, cento volte più logori, ma non per questo più freddi» le scoprirono, come il lettore vedrà nel Saggio di una autocritica, difetti e vizi di ogni sorta; ma il suo cuore, rievocando i giorni avventurosi e il tumulto del romito sentimento onde erano nate le pagine del tempo antico, non seppe tenersi dall’esclamare: «Che peccato, che quello che allora dovei dire, io non abbia osato dirlo da poeta!».

Cotesto grido del cuore ci svela il segreto del fascino che, davanti alla nebbia di oblio che già principia a coprire il lascito ideale di un ingegno eletto a grandezza e a sventura, attira ancora intorno alla Nascita della Tragedia la cu-