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Annibale Carracci Pittore Bolognese

Io suo studio e l'apprensione efficace apparve subito nella prima gioventù, quando il padre fù spogliato frà via da villani, ed essendo ricorso al Podestà del luogo, Annibale, che accompagnava il Padre, seppè così naturalmente ed al vivo delinear il volto, e il portamento di quei rapaci villani, che riconosciuti da tutti con istupore, ricuperò facilmente, quanto al povero padre era stato rubbato. Fermatosi in Parma, si applicò ttto allo studio del Correggio, come si riconosce nella bellissima tavola della Pietà sovra l'altar maggiore della Chiesa de Cappuccini. Fù poi poco in Venetia, ma senza fare niente, ritornatosene à Bologna fecè una tavola in S. Guiorgio, e per la chiesa di S. Francesco da Conventuali il quadro il quadro de Sig:ri Buonnasoni: In casa de S:ri Favi colorirono gli trè fratelli due fregi, nell'uno l'impresa di Giasone, nell'altro gli fatti di Enea fino l'arrivo suo in Italia. Poi fecero nella Sala del Sig:r Magnani un altro fregio molto lodevole, il quale fù diviso in 14 storie di Romolo, comminciando dalla lupa sinò la deificatione. Quest'opera è stata stimata la migliore che mai facessero al fregio. Fecè poi altr'opera degna di memoria, per la capella de casa Caprari. In Casa di S. Piero nella volta d'una camera colori à fresco Hercole guidato dalla virtù, ed in un'altra camera un gigante fulminato: nella capella di casa Angelelli l'eccellente quadro della risurrettione ove mise il suo nome; dipinse poi l'historia grande della risurrettione elemosina, intagliata all'acqua forte dal Guido, vede la descrittione nel Belori: si vede esso à Modena, con