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il denaro 313


gognoso del proprio eccesso, non aveva quasi più osato avvicinarla, strinse la mano con franco sorriso, dicendogli: Grazie. — Ed egli non comprese il perchè di quella parola; e tacque, confuso, ispido, bieco.

In un’alba marzolina vivida di vento lasciò la piccola città nativa, senza volgersi indietro. Le piaceva quel vento che verso il cielo tagliente come un cristallo sollevava nembi di germi. Ella portava con sè una vecchia valigia troppo gonfia, irta di gibbosità, la memoria di sua madre e la visione del giardino.

Pensava: Non tornerò più. —