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Pagina:Neera - Vecchie catene, Milano, Brigola, 1878.djvu/92


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E difatti, volendo affidarsi all’immaginazione, è pur bello dare la vita a un essere perfetto, che ci faccia sperare nell’esistenza dei semidei, e che sollevandoci dal mondo materiale ci lancia nelle nuvole ipotetiche della fantasia. L’animo nostro inclina alle forti cose, spazia volontieri al di sopra della realtà; ci par di essere più grandi e più sublimi.

Ma perchè tacerei, o lettori? Io non mi sento l’ardire d’Icaro; amo i raggi del sole, ma non mi tenta l’idea di dargli la scalata.

Ape modesta; volo di fiore in fiore, di frutto in frutto, succhio e fo mie le dolcezze che vi profonde natura, e lascio stare il cielo.

Mettete dunque il cuore in pace, o lettori, o sentimentali lettrici, che stavate aspettando un eroe. Il mio Luigi ve lo presento tal quale lo conobbi, e se non è il tipo modello, è però un tipo umano.

L’umanità, la verità — ecco le mie muse ispiratrici.

Luigi era buono, aveva ingegno, non gli mancava neppure lo spirito; solo l’abitudine di ubbidire alla baronessa, di considerarla più che amica, benefattrice, paralizzava i suoi mezzi d’azione.

Appunto perchè era buono, una ribellione gli sembrava ingratitudine; appunto perchè aveva ingegno, riconosceva che l’alto ingegno della baronessa era stato il suo faro — dopo aver camminato dieci anni colla