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aveva creata ai due giovani, ripiombava su di lei. Non vi pare esatto il paragone di un minatore che, dopo aver scavato una montagna, rimane sepolto sotto le rovine?

Pure la baronessa non si diede per vinta.

Luigi era freddo, ma questa freddezza si divideva in parti eguali fra Diana e lei — dunque Luigi, se non amava più Cristina, non amava ancora sua moglie.

E sia, pazienza. Non so se la baronessa aveva letto Massimo d’Azeglio là dove dice: «Ho sentito dire che qualche morto è risorto — ma che sia risorto un amore spento, questo non lo udii mai».

Non so s’ella sperava di far rivivere le antiche scintille, ma ad ogni modo ella voleva avere da Luigi tutto quello che poteva dare.

Quando egli arrivò, all’ora del pranzo, il piano di Cristina era già tracciato.

Con una occhiata semicircolare Luigi prese in un attimo cognizione del campo; capì che Diana aveva parlato; capì che la baronessa lo osservava, e sedette in disparte coll’aria di un reo che tenta sottrarsi all’interrogatorio.

Per quanto fu lungo il pranzo, come avviene in tutte le tavole dei ricchi che soggiacciono alla schiavitù dei domestici, non si parlò che di cose indifferenti; ma quando, deposte sulla tavola le frutta e