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Pagina:Neera - Vecchie catene, Milano, Brigola, 1878.djvu/59


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Mille atomi incandescenti, pulviscoli infuocati nuotano confusamente in quel nimbo di luce. Saranno raggi o scintille? saranno stelle o vulcani?

In quella prima incantevole irradiazione della vita, l’anima si schiude fiduciosa e serena ignara di sè e di quanto la circonda; facile alle credenze, pronta agli affetti, e come la nuvoletta leggiera del mattino imbevendosi dei riflessi del sole, piegando al soffio della brezza, sempre cangiante di forma e di colore.

Diana assorbiva avidamente e faceva sue le parole, in apparenza distratte, che la baronessa gettava qua e là a proposito delle qualità vere, dei meriti reali, delle fisionomie simpatiche, delle persone distinte, e a questo modo venne formandosi un’ideale che somigliava di tutto punto a Luigi.

Luigi, trasformato in ente astratto, aspirazione, divagazione, tipo, fluttuava in ogni dialogo. Non pronunciavasi mai il suo nome, anzi la baronessa si faceva uno studio per evitarlo; ma quando egli compariva, un turbamento visibilissimo indicava che Diana faceva de’ confronti fra lui e l’ente suscitato a bella posta nella sua immaginazione.

La tattica della baronessa trionfava al di là de’ suoi desiderii.

La povera fanciulla, avviluppata nella rete seducente che le tesseva intorno colei che aveva in conto di madre; contemplando ogni giorno nella perfetta