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Pagina:Neera - Vecchie catene, Milano, Brigola, 1878.djvu/41


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Un guizzo fuggevole rischiarò la fronte della baronessa, che rispose con calma:

La vita è fatta per operare, non per sognare; è fatta per il dovere, non per la passione.

— Ah! — esclamò il giovane con fuoco, — non citate le parole di un gesuita. Ripetete con me, che la vita è l’amore!

— Fanciullo!

— Mi avete amato però. Io ho sentito il vostro cuore battere sul mio, e dalle mie labbra non si cancellerà mai l’impronta dei vostri baci. Qui, su questa medesima terrazza, giuraste le mille volte d’amarmi — e perchè non possono parlare questi fiori, queste fronde, questo cielo, testimonio delle nostre ebbrezze? Perchè tutto tace, Cristina, quando io chiedo la carità del vostro amore?

Ella lo accarezzava dolcemente passandogli la mano nelle chiome, come si fa con un bambino irritato; egli si impadronì di quella mano e la strinse sulla sua bocca.

— Fanciullo! Non sapete che ogni giorno strappa una rosa dai nostri capelli? Non sapete che ogni ora scioglie un anello della catena che ci avvince? L’amore, voi dite, ma cos’è l’amore oltre una fuggitiva delizia dei sensi, un eccitamento dell’immaginazione? L’amore delirio, l’amore poesia, l’amore oblio... larve brillanti! fragili farfalle! Ah! vi è un altro senti-