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Pagina:Neera - Vecchie catene, Milano, Brigola, 1878.djvu/126


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Epitetto e di nessuno in genere tra i filosofi stoici, ma devo pur convenire che di fronte alle stragi fatte dalle passioni del cuore umano, di fronte a tanti esempi di vite buone e onorate che le passioni traviarono e resero infelici per sempre, sento nascere una specie di rispetto reverente per quelle dottrine che insegnano a straziare il cuore piuttosto che lasciarlo battere, a uccidersi piuttosto che cadere.

Se l’amore si accontentasse di seminare lagrime e disinganni, pazienza; ma l’amore accanto ai dolci sospiri della voluttà fa nascere talvolta gli acuti tormenti dell’odio — e allora meglio sarebbe avere un macigno invece del cuore; meglio morire!

«. . . . albergai nel mio petto
«Il tremendo pensier della vendetta...»

fa dire un poeta a Maria Stuarda.

Anche Cristina aveva dato ricetto a quest’ospite sinistro, e biechi lampi offuscavano le sue pupille già così soavi un giorno sotto il sorriso dall’amore.

Mentre ella seguiva, interpretandola, la muta ammirazione d’Alessio, il demonio della gelosia le susurrava che colui poteva essere il suo vendicatore.

Infatti, perchè Diana non avrebbe potuto amarlo? Perchè Luigi, disilluso, non sarebbe tornato a lei?