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mente curiosa, ma pensi che la curiosità non è quel sentimento volgare che si va dicendo. Essa è il principio di tutte le grandi cose, dei grandi affetti come delle grandi scoperte. In fondo all’arte, alla poesia, alla scienza non c’è forse una curiosità? una curiosità tormentosa, febbrile, che fa star male, che strappa lagrime di sangue, che fa comporre la canzone di Ofelia e l’ultimo atto del Rigoletto? L’amore stesso non è forse la più terribile delle curiosità?

Ma divago e mi dilungo troppo. Addio, mio incognito amico.

Lilia.


Pasqua di risurrezione. Tutta la casa è in festa! Mia zia Rosalba, per aver digiunato la settimana santa si trovava coi nervi in rivoluzione e faceva scontare agli altri il suo atto di virtù ma si è chetata oggi ed ha messo il suo abito di seta color Bismarck, che la ringiovanisce di trent’anni, almeno nella data dell’abito suddetto e per le memorie che vi si collegano. Mio zio Romolo, fedele ad una vecchia abitudine di famiglia, ha voluto che si facesse oggi una colazione sommaria in cucina per serbare il servizio e l’appetito al pranzo solenne; anche la cucina oggi è così bella col rame lucidato di fresco e le fresche ghirlande di lauro! Mio zio Remo infine fece venire i suoi scolaretti più po-