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18 Una giovinezza del secolo XIX


Molte volte, attraversando la contrada così signorilmente tranquilla dove sono nata, mi figuravo le lotte sanguinose di cui fu teatro in quei giorni e lo spavento di mia madre per quelle fucilate che le entravano in camera. Già ad una finestra della medesima casa era caduto ferito mortalmente l’Anfossi, patriota nizzardo, che armato di un fucile aveva tenuto testa alle scariche del palazzo del Genio. Fu allora che un fratello di mia madre, lo zio Bona, pensò di salvarmi nascondendomi sotto il suo tabarro e col piccolo fardello vivo sulle braccia scavalcando il muro del giardino, via per altri giardini consecutivi, mi portava in salvo dalla mia nonna, che abitava in quelle vicinanze.

Ed ancora molte volte, leggendo le lapidi che in via Monte di Pietà ricordano i nomi sacri alla patria di Federico Confalonieri, di Pellico, di Porro Lambertenghi, pensavo che avrebbe potuto trovar posto anche un ricordo per l’Anfossi e per il Sottocorno in quella via e in quel quartiere, che è tutto un documento prezioso per la storia del nostro risorgimento nazionale. Perchè senza uscire dal Monte di Pietà troviamo la casa dove andò sposa Clara Maffei e nella vicinissima via Manzoni quella dove morì e tra l’una e l’altra nella stretta, solitaria, antichissima via Andegari