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Pagina:Neera - Una giovinezza del secolo XIX.djvu/28

6 Una giovinezza del secolo XIX

quella di ieri, la grazia è discesa sul mio capo. Non penso più se devo scrivere per me o per il pubblico, non domando consiglio agli amici. Ascolto la voce della mia zia Margherita nella canzone delle erbe odorose, rivedo il suo sorriso sarcastico e la sua nera pupilla simile a un granello di pepe sciolto in una lagrima di pietà. Intorno a questa singolare figura di donna sorgono tutti i fantasmi del passato; io li sento agitarsi e correre a nuova vita nel mio cervello. Il dio ignoto mi investe, mi domina, mi prende in servitù d’amore. Obbedisco.

Che cosa riescirà questo libro nato da un profumo non so, non voglio saperlo.

          " Quanti da lieve oggetto escon talora
               dolci pensieri all’anima! "

E che sia un profumo, un suono, una combinazione di colori che importa? Non sempre si può sapere donde un pensiero prende vita, ma quando il nucleo misterioso del movimento è formato resta in pari tempo acquisito il suo diritto a vivere. Qui il lettore pensa: Poichè Neera ha già dichiarato che i suoi ricordi sono privi di rivela-