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Pagina:Neera - Una giovinezza del secolo XIX.djvu/201


Una giovinezza del secolo XIX 175


un monte, per un lago, o anche per un ghiacciaio, pur di non passare in casa propria, anzi per annientarla, la dolce e pensosa poesia del Natale. Anche le nozze, questa festa intima fra tutte, è ora di moda esibirla alla triviale curiosità dei servitori d’albergo . . . . . . . . . . . . . .

A nuova conferma della mia teoria sul valore della tradizione, abbiamo un detto popolare che ne mette in rilievo la grande importanza per l’individuo e la Società, ed è quello di colui che ad una cattiva azione risponde: "Il figlio di mio padre non farà mai ciò". Posso citare per controprova il fatto di una di quelle disgraziate orfane di parenti vivi, abbandonata alla carità cittadina, una esposta. Io la esortavo a crearsi indipendente col suo lavoro per mantenersi onesta; ella mi ascoltò un poco, e poi disse crollando il capo con un cinismo quasi ingenuo, tanto era sentito: "È inutile sa, noi siamo figli della colpa, come ha fatto nostra madre faremo anche noi". Questi problemi educativi e sociali mi hanno sempre interessata moltissimo, ed essi e altri, a cui diedi la mia attenzione, più che sui libri mi piacque studiarli alla viva fonte dell’umanità. Se poi trovavo in un libro gli argomenti in appoggio alle mie osservazioni,