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Pagina:Neera - Una giovinezza del secolo XIX.djvu/138

114 Una giovinezza del secolo XIX

ma l’altra assicurò di aver visto stando sul marciapiedi un uomo nella loro camera la quale, pur essendo al piano superiore, era molto bassa sulla strada e soggiunse spaventata: "Allora è un ladro! — Un ladro! — esclamò la zia Margherita e, come le avessero detto che era fuggito il merlo, salì la scala a due gradini alla volta mormorando: — Vado io a prenderlo per lo stomaco". Il bellicoso ardore della zia Margherita non ebbe tempo di tradursi in atto, perchè il ladro, sentendosi scoperto, aveva spiccato un abile salto dalla finestra e già fuggiva lontano lasciando dinanzi alla porta il suo berretto.

L’episodio del ladro fu il solo, io credo, di un certo rilievo che rompesse la placida esistenza delle due sorelle, quantunque mi sia rimasta l’impressione che la zia Margherita per suo conto l’avrebbe voluta più movimentata. Placida e serena esistenza, tutta composta di piccoli movimenti regolari scelti da loro stesse con un perfetto accordo, ostacolati da nessun impegno, da nessuna catena; la semina dei fiori in primavera e lo scambio di sementi colle amiche procurava loro i dolci ozi nel cortile giardinato sotto i raggi tiepidi del sole d’aprile, radrizzando steli, spiando attente il gonfiarsi dei boccioli, sollevando gli occhi