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Pagina:Neera - Una giovinezza del secolo XIX.djvu/126

102 Una giovinezza del secolo XIX

radici si incontrano attraverso spazi infiniti e la furia del vento trasporta i pollini che vanno a fecondare altre zolle, a far sorgere nuove foreste. Sui dubbi che trattennero la zia Margherita dall’andar sposa in una troppo numerosa famiglia influì probabilmente il ricordo della sua. Mio nonno viveva con un fratello; avevano case e fondi propri e commerciavano insieme. Mio nonno mise al mondo sei figliuoli, suo fratello ventidue. Quando tutti erano riuniti a tavola i due padri sedevano ai due capi opposti, avendo ognuno a portata di mano una lunga e flessuosa verga di salice colla quale, attraverso la lunghezza della mensa, toccava quelli de’ suoi ragazzi che mostravansi più irrequieti intanto che le rispettive madri badavano a scodellare. Di colei, che sarebbe stata la mia nonna, e che morì ancor giovane dopo il sesto figlio (come mia madre), zia Margherita non serbava che un ricordo: ella rivedeva curva sul suo letto, nelle lontane sere infantili, una dolce e grave figura di donna; era molto bianca in volto, coi capelli neri e portava un abito di panno bleu; rimboccati i lettini, la dolce figura sedeva presso l’ultimo nato e al pallido lume di una fiammella ad olio leggeva nel suo libro di preghiere a fermagli di argento finchè i bimbi fossero tutti addormentati.