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Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/51


La famiglia Spiccorlai 43

la sua compagna trascorreva al fianco di lui una modesta ma tranquilla esistenza.

Editta era stata cullata sui ginocchi di suo padre alla musica armoniosa di bei versi e di canzoni guerriere, intanto che la mamma ricamava nel vano di una finestra tutta ornata di fiori e i canarini cinguettavano nella loro gabbia dorata e il sole coronava splendidamente la pace della piccola famiglia.

Baci e carezze le avevano tenuto luogo della ricchezza che mancava.

Nelle memorie di Vittor Hugo, scritte da suo figlio, si trova che, mentre egli versava in grandi strettezze, era fieramente tentato dalla smania di comperare un oggetto artistico, un piatto di bronzo cesellato che vedeva tutte le mattine esposto nella bottega di un antiquario. Era senza pane quasi, immerso nei debiti, quando gli giunse il prezzo di una delle sue opere. L’autore dei Miserabili aveva probabilmente fame, i creditori lo assediavano, mancava di tutto — eppure i denari furono spesi nel piatto. Questo aneddoto non fa molto onore all’uomo e al padre di famiglia, ma i poeti lo possono comprendere, perchè grandi e piccoli si rassomigliano in questo sprezzo del denaro e della economia.