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Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/34

26 Parte prima.

lembo pallido del cielo, sbattendole in volto gli ultimi barlumi del crepuscolo, illuminava la sua fronte stanca e dagli occhi avvizziti traspariva l’anima ardente, divina.

Era bella così.

Sul fondo cupo della parete la sua figura ascetica si staccava vigorosamente come un affresco di Michelangelo o di Raffaello. Aveva intorno al capo la doppia aureola delle martiri cristiane — il raggio della fede e le stigmate del dolore.

Era bella e sublime.

Voci rauche e discordanti uscendo dalla finestra affumicata del vecchio Spiccorlai, annunciavano un alterco.

La Rosa era tornata, e Carlo Spiccorlai, si vede, non aveva voluto ritardarsi il piacere di far andare sua moglie in tutte le furie, e le aveva raccontata premurosamente la novità della lettera.

Se la Rosa avesse perduto in pieno corso Garibaldi la sua famosa treccia nera, forse non si sarebbe alterata tanto. Certo è che quell’annunzio la pose fuori di sè.