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Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/19


La famiglia Spiccorlai. 11


Carlo Spiccorlai, col pieno possesso delle sue facoltà mentali, amministrava la piccolissima sostanza che gli era rimasta, calcolando con esattezza da matematico il valore d’un centesimo; ne consegnava puntualmente i frutti alla moglie, e bisogna confessare che, una volta usciti i denari dalle sue mani, non se ne curava più.

Con quei frutti, tanto erano meschini, si poteva morir di fame; ma la Rosa li ampliava a suo talento; spendeva, faceva, disfaceva. Purchè non si alterasse la dieta puritana di lui, gli altri erano padronissimi di trattarsi anche a fagiani – non domandava la provenienza.

La Rosa stava assente tutto il giorno, andava a teatro colle amiche e cogli amici, vestiva di seta o di cotone, cantava o piangeva – indifferenza assoluta.

Era allora che le vicine dicevano: Ah! costei porta proprio i calzoni.

Il vecchio non vedeva nulla, non si immischiava di nulla. Soltanto in due o tre occasioni culminanti della loro vita coniugale, il vecchio si era rizzato sulla poltrona, e puntando l’indice formidabile aveva detto: Voglio!

I calzoni servivano poco, in quei casi, alla signora Rosa – ma erano casi tanto rari!