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Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/182

174 Parte quarta.


Poichè «cosa bella e mortal passa e non dura», la torta di Margii, dopo di aver trionfato sulla tovaglia candidissima, in mezzo all’argenteria scintillante e ai calici ricolmi, coprendo, è giusto dirlo, di meritati allori la fronte venerabile della cuoca, sparve, non lasciando dietro a sè che una grata ricordanza sul palato dei convitati.

Seguirono i brindisi, i lieti discorsi, il caffè fumante; tutto si seguì e tutto passò; fino a che Editta, andando a sedersi in un angolo remoto del sofà, chiamò Giovanni, che le si pose allato.

— Finisci le confidenze, raccontami la tua vita di poeta — disse la fanciulla appoggiando la sua mano sulla mano del giovane.

Egli la ritenne com’è naturale, e rispose:

— Fu una povera vita, credilo.

— Eppure la fama aveva gettato a piene mani lauri e corone sulla fronte del giovane poeta!

— Che ti dirò, mia cara? Lauri e corone non mi facevano felice, troppi cardi e troppe erbacce vi spuntano nel mezzo; il rovescio della medaglia supera in laidezza le seduzioni del diritto. Anch’io avevo creduto di battere le vie del