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Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/180

172 Parte quarta.


— Mio Dio, Giovanni, ti senti male?

— No, grazie.

— La tua mano arde e sei pallido come un morto. Giovanni, parla.

— Non hai dunque capito? — proruppe il giovane con impeto stringendo la fanciulla nelle sue braccia robuste — non hai capito che Leonardo Guerra ed io siamo una sola persona?

Egli aveva fatto bene a prenderla nelle sue braccia; sarebbe caduta infallibilmente, perchè proprio non aveva capito, anzi credeva di sognare, e ci volle del bello e del buono a persuaderla della verità.

La realizzazione di un ideale fortemente vagheggiato imprime alla nostra gioia un senso di sgomento; si direbbe che la felicità ci stupisce e ci opprime, miseri esuli condannati al pianto!

Ora poi ella aveva soggezione. Si era tanto avvezzata a credersi spiritualmente superiore a lui, che l’improvvisa scoperta l’abbarbagliò come il balenare di una luce subitanea in un punto che si è sempre visto buio.

Era fiera e intimorita, era lieta e tremante insieme e vergognosa di non aver saputo indovinare a certi rossori, a certi silenzi, a certi imbarazzi il segreto di Giovanni.