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Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/172

164 Parte quarta.

qualche cosa a Editta, ma non so quale idea lo trattenne; ella abbassò gli occhi e si salutarono un po’ imbarazzati.

Questi piccoli malumori fornirono a Editta il pretesto per uno di quegli sfoghi di lagrime dei quali le donne giovani provano tanto bisogno; proprio come le giornate di primavera quando sono sature di caldo e di sole anelano a un bagno rinfrescante.

Le fanciulle, anche le sposine, non possono stare a lungo senza piangere; quattro lagrimucce sentimentali sono la loro rugiada, poveri fiori! Quando non hanno un motivo plausibile, lo cercano, e finiscono sempre col trovarlo.

Dunque Editta, pianse, un po’ per le galline, un po’ per la malattia delle viti, un po’ per i versi — molto perchè voleva piangere. Sollevata così e sentendosi più leggera, fece proponimento di essere gentilissima col suo promesso sposo e non fu un proponimento da marinaro, perchè Giovanni quella sera partì raggiante.

Editta gli aveva detto che lo amava tanto tanto, gli aveva recitati a memoria i versi di