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Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/162

154 Parte quarta.

tello non le usciva di mente; pare proprio che qualche cosa di vero ci debba essere nei presentimenti, perchè il vecchio Spiccorlai tirava l’ultimo fiato quando Amarilli pose piede nella tana di porta Garibaldi.

La bella Rosa lo assisteva amorosamente, aiutata da Renato; per le premure riunite di questi amabili personaggi il vecchio mago morì quasi da cristiano, su un letto decente, con a fianco una boccia d’acqua e un crocefisso sul petto.

La molla che aveva fatta scattare la sensibilità riposta dei due compari — poichè il lettore sarà ben persuaso che non era naturale — l’aveva mossa lui, il furbone, colle sue dita da moribondo. Appena si fu accorto che tutte le forze mancavano alla sua carcassa arrugginita chiamò la moglie, e, mostrandole il famoso tavolino a scacchiera, le disse:

— Se sei buona, qui c’è un piccolo tesoro, e m’intendo io! Donne, cavalli, orologi; quando sarò morto, vedrai.

Tanto bastò. La prospettiva del tesoro attivò così bene i nervi simpatici della signora Rosa che non abbandonò più nè di giorno nè di notte il suo legittimo consorte e lo circondò delle cure più generose, somministrandogli brodo di gallina