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Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/160

152 Parte terza.

verso la Sonna e si fermarono per simultaneo impulso a quel posto dove si erano incontrati per la prima volta.

— Bell’acqua della Sonna — esclamò Editta — tu sei stata il mio Giordano; nel tuo puro lavacro ho cancellata la colpa originale!

— Commemoriamo una sì felice conversione — disse Giovanni in tono ilare, raccogliendo un po’ d’acqua colla mano e spruzzandola sulla fronte della fanciulla: — Siate battezzata in nome vostro e mio e dell’amore che ne congiunge!

Il sole aveva toccato la cima dei colli; tutta la valle splendeva. Era un incanto.

— Ecco là una rondine che ci abbandonerà fra poco — disse Giovanni alzando gli occhi al cielo; — essa cercherà un’altra rondine, e anderanno insieme a fabbricare il loro nido lontano. Ho trovato anch’io la mia rondinella, e il nostro nido lo poseremo in questa valle. Che ne pensa Editta?

Non dissero più altro; ma le loro mani non si disgiunsero finchè furono in vista delle prime case, e i loro cuori stretti il più possibilmente vicini non cessarono un solo istante dal ripetersi che si volevano bene.