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Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/146

138 Parte terza.

avrebbe cura di riunire le memorie di lei, le sue vesti che le piacevano tanto, i suoi gingilli, i vezzi e i monili che l’hanno fatta sorridere per così poco tempo?

Si fermò interrotto da uno scoppio di pianto.

Amarilli aderì al pio desiderio. Per volere espresso di Bruno donò a Editta la croce di perle e una quantità d’altre piccole cose. Ella serbò un anellino che aveva appartenuto alla madre di Rachele; questo glielo donò Bruno soggiungendo: Alla sua seconda madre; pensava forse alla treccia che Amarilli aveva tagliato per lui in quel giorno solenne.

Poi tutto fu chiuso in un armadio come reliquie sante e Bruno passava i giorni interi colla testa appoggiata a quell’armadio, quasi aspettasse di vederne uscire viva la figlia o di udirsi chiamare per nome.

— Sei pronta, Editta? Noi dobbiamo alla fine partire. Ho un presentimento che mio fratello sia ammalato; vorrei essergli al fianco.

Nel pronunciare queste parole Amarilli sembrava calma e risoluta. Le sue lagrime, se aveva