Apri il menu principale

Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/142

134 Parte terza.


Che cosa disse Amarilli, che cosa fece per calmare il primo impeto dello sventurato Bruno, non si sa. Quella donna, guidata dal più caritatevole amore, aveva risorse di un sentimento e di un coraggio che influirono certamente sulla disperazione di lui, piegandola ad un rassegnato dolore.

Quando fu nota la disgrazia, nè Editta, nè Margii, nè alcuno di casa potè udire la voce del signor Bruno. Immobile presso al letto di sua figlia, colla faccia nascosta nelle coperte, sembrava una statua. Lo si volle strappare di là a viva forza, ma Amarilli pregò perchè lo si lasciasse stare: — È l’ultimo giorno che passa con sua figlia!

Ella si incaricò di tutto. Aiutata da Margii, dispose per i funerali, per il trasporto, per l’abbigliamento della salma. Intrepida e serena, le cinse colle sue mani la bianca veste di vergine e le pose sul capo la corona di rose.

Nel momento che la toglievano dal letto per deporla sulla bara, Bruno gettò un urlo, mostrando di voler precipitarsi su quelle spoglie care. Amarilli lo fermò mettendogli fra le mani una lunga treccia di capelli... Bruno li baciò con trasporto. Per merito di Amarilli gli restava qualche cosa della sua diletta fanciulla, qualche