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Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/140

132 Parte terza.

fino alle unghie; e poi le calze a righe color verde mirto e crema alla rosa, gli scarpini stretti, i guanti di pelle svedese a doppia cucitura.

Editta l’interruppe domandandole se aveva letta questa descrizione sul giornate delle mode e dove mai sperava trovare un giovinotto simile, — Qui, in paese, no; ma appena guarita voglio viaggiare ancora; tu verrai con noi; oh! ci divertiremo.

Anche il giorno dopo non si alzò, nè i seguenti.

La malinconia tornò a riprenderla. Amarilli non si coricava nemmeno più: tutta la notte conveniva vegliare al capezzale della tisica, che dormiva pochissimo. Ogni sera alle undici precise Margii, di moto proprio, portava una tazza di caffè nero ad Amarilli; la buona donna era orgogliosa di questa sua ispirazione, tanto quanto Amarilli ne era riconoscente. Le due zitellone scambiavano uno sguardo doloroso, crollavano la testa e si auguravano a vicenda la buona notte indicando il cielo cogli occhi come a dire: Sarà quel che Dio vuole!

Una mattina, Rachele, che si era assopita all’alba, si destò improvvisamente dicendo di aver fatto un sogno singolare.