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Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/112

104 Parte seconda.

fermarsi, ma con un sorriso amichevole, la vecchia le disse:

— Vien su bene, eh, quel piccino? Bello e vispo; che Dio ve lo conservi!

Non erano molte parole, nè difficili, nè sublimi, ma valsero a irradiare il volto della madre. Editta non le aveva mai trovate quelle parole — era pur passata tante volte dal mulino, e tante volte aveva visto la mugnaia baloccarsi col bimbo. Ora ella invidiava lo sguardo riconoscente che aveva compensato Margii della sua cortesia, e per meritarsi qualche cosa anche lei, tornò indietro pochi passi e si chinò ad accarezzare il piccino.

— Buon passeggio, signorina! — le disse la madre.

— Grazie — rispose Editta.

E le parve che l’augurio di quella povera donna l’accompagnasse per via, circondandola di tante liete speranze.

Un odore fresco e giovanile imbalsamava la valle; in riva al torrente spuntavano dei ceppi di panporcini colle bianche testine incurvate sulla corolla rosea. Editta ne colse e fiutandoli li baciò con un trasporto da bambina in vacanza.

La vecchia Margii procedeva impassibile a piccoli passi regolari come il movimento di un