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ed asciutta lasciava qualche vuoto nell’abito; ma il portamento nobile e disinvolto correggeva quel leggero difetto.

La fisionomia di don Leopoldo, molto calma, non lasciava trapelare alcuna impazienza. Da molti anni avvezzo a vivere per gli altri, essendosi fatto un dovere di accompagnare dappertutto la vedova cognata, si preparava adesso a estendere la sua missione di perfetto cavaliere anche su Lydia; ma dovendo quella sera condurre la nipotina al suo primo ballo, la calma di don Leopoldo era forse più superficiale del solito. In fondo sentiva l’importanza di quel primo passo nel mondo, mosso da una fanciulla adorata e viziata, che non avrebbe mai potuto, per quanti meriti possedesse, trovare in società la sconfinata indulgenza che avevano per lei la mamma e lo zio.

E almeno don Leopoldo vedeva. Al suo fine tatto, alla sua educazione correttissima non sfuggivano le pecche di un caratterino tutto