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de’ curiosi, trepidavano, con una commozione strana; le più giovani rosse in volto cogli occhi accesi; le zitellone pallide e serie.

La carrozza della sposa, precedendo le altre, entrò nel cortile; un servitore aperse lo sportello, e due o tre signori scesi rapidamente dalle altre carrozze formarono siepe. Per un momento si vide come una nube di trine sopra uno scintillío di gomme, una visione che sparve subito.

E tutte quelle ragazze a precipitarsi in sala, finchè la sala ne potè contenere, passando, senza guardarli, in mezzo ai pochi uomini che sorridevano con maggiore o minor discrezione, con una scintilla di vanità fatua in fondo agli occhi; mormorando tra loro mezze parole côlte a volo, più indovinate che intese. Ma quelle parole sembravano fermarsi nell’aria spandendo una nota di scetticismo gaudente sullo stuolo delle ragazze, ridivenute mute nella solennità dell’aula.