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vecchio walzer 235


— Ah, — fece la marchesa rammentando a un tratto, — Vendramin!

Conte Vendramin, ora. Al tempo in cui lo aveva conosciuto si chiamava semplicemente Gigi Vendramin, ma aveva vent’anni ed era un compenso.

— Un risorto, marchesa. Ho passato tutta la vita all’estero. Sono qui questa sera perchè sto per diventare un poco suo parente.... vi fu un giorno in cui desiderai esserlo molto....

— Infatti — soggiunse vivacemente la marchesa a cui si tinsero le guance di un leggero incarnato — i Vendramin sono congiunti alla famiglia del fidanzato di mia nipote.

Allora incominciarono a sgranare un fitto rosario di memorie! il come e il dove si erano incontrati la prima volta, la schietta allegria, il tripudio spensierato di quell’età; e la tale e la tal altra cosa, e la tale e la tal altra persona; quanti fuggiaschi, quanti morti, quanti smarriti lungo la via! Il vecchietto ritornava con particolare compiacenza a quel waltzer di Arditi.

— Se lo abbiamo ballato, eh?

La marchesa assentì con un grazioso movimento del capo.

— E cantato.

— Anche.