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Nel 1835 l’osteria del Lepre a Roma era (come la è forse anche adesso) il ritrovo di tutti gli artisti, studenti, commessi viaggiatori e buontemponi in genere. Vi si andava a mangiare l’abbacchio e a discutere una tesi, senza pregiudizio delle carte, del vino e delle donne. Marcello, che era il capo di una comitiva di giovani pittori, diceva che a questo mondo ogni cosa ha il suo posto, meno il giudizio, che non trovò ancora il domicilio stabile.