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la freccia del parto 111


— E che nemmeno il pallone areostatico avrebbe molta probabilità di successo.

Olimpia parlava con una disinvoltura forzata, un tono più alto del naturale. A Costanza faceva l’effetto di udir fischiare un serpente. Dopo colazione, mentre erano sedute nelle loro poltroncine accanto alla finestra, col lavoruccio in mano, entrò Rizzio.

— Vedete, — diss’egli a Olimpia con una cortesia cerimoniosa, sottolineata di sarcasmo, — vengo subito a offrirvi i miei omaggi.

— Fate il vostro dovere! — rispose lei lanciandogli un’occhiata che ghermiva al pari di un uncino. — Per riconoscenza io vi darò le notizie milanesi.