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veniva lemme, lemme, con la sua bella fisionomia aperta, serena, il passo regolare d’uomo senza fastidi.

Ritornarono insieme tutti e tre fino al paese, fino alla porta dei due coniugi, dove il dottorone si accommiatò.

Marta pensava che Alberto era finalmente nelle sue mani, e se lo divorava con gli occhi, mentre egli appendeva tranquillamente il cappello.

Visto così, di dietro, la sua nuca aveva una seduzione particolare, colle orecchie morbide bene attaccate, i muscoli solidi; la guancia offriva per tre quarti una linea pastosa, appena adombrata dalla lanuggine, che attirava i baci.

— Ho appetito, e tu? — diss’egli sedendosi alla mensa apparecchiata.

— Ma sì, discretamente.

— Appollonia è riuscita a trovare queste benedette quaglie?

— Oggi no, vi saranno per domani.

Marta aveva le lettere in tasca; le levò e andò a riporle nel tavolino da lavoro; poi sedette ac-