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tanto comico che non potei resistere al desiderio di baciarla, cosa che feci immediatamente, alla presenza della principessa che ritornava in quel punto battendomi le mani.

Il resto del giorno fummo tutti lieti. Nora non ci regalò nessuna romanza malinconica ed Elisa mi rese beato colla sua riconoscenza.

Ahimè, bel tempo d’aprile! La pioggia ci stava alle spalle; la vidi scendere in forma di lagrime dagli occhi di Elisa!

— Mia sorella non mi ama più!

Così dicendo la mia fidanzata mi abbandonò le mani, con un accasciamento doloroso, come se le restassi io solo sulla terra.

— È egli possibile, Elisa, che i capricci di una bimba vi turbino a questo modo? Tutti qui dànno troppa importanza a una ragazza male educata e cattiva.

— No, cattiva; vi assicuro che Nora non è cattiva. Ci siamo sempre amate intensamente; io con eguale dolcezza: lei alla sua maniera, con impeti di passione, con gelosie, con smanie... Guardate, sono persuasa ch’ella ora è in collera con me perchè... perchè vi amo.

Un delizioso turbamento aveva separato quei due perchè — ci sarebbe stato un posto per un bacio — ma Elisa continuò: