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madamigella lespinasse 93


frequentandola per semplice diletto dello spirito la giudicava severamente, poichè in una lettera a Voltaire non si perita di chiamarla: vieille et infame catin. Decisamente mancava a quella donna il segreto di farsi amare!

La Lespinasse invece era, e per elevatezza dell’animo e per acuta sensibilità e per qualità intime di calore e di passione tutte sue, la vera creatura fatta per l’amore. D’Alembert nella citata lettera a Voltaire nega recisamente che vincolo d’amore vi fosse tra lui e la Lespinasse, e lo negano anche per ragioni delicate e maliziose molti dei contemporanei; ma sollevandolo al disopra della volgarità e qualunque sieno stati i loro rapporti, il sentimento che d’Alembert mostrò per la Lespinasse non solo fin che visse, ma oltre la tomba, appartiene alla più tenera, alla più verace essenza dell’amore.

Tutto contribuiva a legarlo a lei, incominciando dalla comune nascita misteriosa. Raccolto sui gradini di una chiesa dove lo aveva gettato la sua snaturata madre (la marchesa di Tencin), egli fu dal padre stesso, che era un oscuro impiegato, certo