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214 la signora d’épinay


Luisa d’Épinay si mostrò in tale circostanza di una grande nobiltà d’animo. Si trovava già al suo fianco, è vero, la persona che doveva dominale la seconda metà della sua esistenza dirigendola a più seri propositi, e non è improbabile ch’ella avesse una parte di collaborazione, almeno spirituale, nelle lettere che la d’Épinay scrisse allora: all’ingrato amico e che sono un modello di dignità e di fermezza; ma comunque, approntare della lezione vuol sempre dire esser degni del maestro, e se la d’Épinay fu debole, leggera, artificiosa, vana, ebbe pure la grande, la rara qualità del perfezionamento, che le concesse di prepararsi per la vecchiaia un rifugio sicuro nella stima degli amici, sempre disposti a perdonare gli errori quando si appoggiano ad un verace desiderio di redenzione.

Dopo l’abbandono di Francueil la signora d’Épinay, non legata ad un salotto celebre, ma che riceveva in casa sua alcuni uomini di valore e che frequentava la società per quanto glielo permettevano le sostanze dissestate dai disordini del marito, trovò certamente ancora delle ore buone nella com-