Pagina:Neera - Il secolo galante, Milano, 1906.djvu/17


introduzione 11


loro che accusano il romanzo di non essere vero hanno qui la verità autentica, riconosciuta. Sono cuori che da cento anni e più cessarono di battere, menti che spaziarono nelle regioni elevate del pensiero e che al pari di noi sostennero le tormentose battaglie del dubbio. Sono i nostri predecessori, i nostri padri, essi che formarono non solo la sostanza del nostro sangue e dei nostri nervi, ma che diedero a tutta la nostra anima l’impulso, di idee nuove e di nuovi ideali. Cadono oramai in polvere sotto alle nostre dita impazienti gli anelli della catena che d congiunge ai Greci ed ai Romani, ma le tombe di questi passati, e pur tanto vicini ancora, danno ancora rose al nostro desiderio.

Lo studio del secolo XVIII trovò in Francia numerosissimi cultori e ne trovò pure in Germania e in Inghilterra. Qui da noi, slegati, divisi, assorbiti sempre nelle lotte politiche, rimase, si può dire, sconosciuto. Non bastò certamente a darne una idea complessiva in questi ultimi anni qualche raro bozzetto frammentario, o pubblicato separatamente in un giornale della domenica, o af-