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la mala sorte? E contro l’ingiustizia? E contro la prepotenza?

Una dura prova fu quando il sindaco in persona, guidando le manovre di due contadini, fece disporre l’aula della scuola coi banchi, coi calamai, colle carte geografiche appese ai muri. Dalla finestra del salotto in casa Firmiani ella vide passare tutto ciò; spingendosi un po’ fuori col busto, vide i contadini a urtare fortemente col carico uno dei pioppi e trasalì come se ella stessa avesse ricevuto l’urto. Dopo gli attrezzi scolastici entrarono i mobili della maestra, e la maestra stessa, e finalmente venne anche il gran giorno della inaugurazione della scuola. Chiarina, dal salotto di casa Firmiani, udì le voci dei bimbi a cantare un coro di circostanza. Tutto era dunque finito!

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— Sorveglia un po’ la nostra bottega — le diceva Giovanni nei giorni in cui andava a supplire il carrettiere; e quei giorni Chiarina aveva un gran da fare per moltiplicarsi a tutte le bisogne. In piedi sopra una sedia ella aveva disposto nel piano superiore della scansia una pezza di rigatino e sei fazzoletti che Gio-