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della nonna, la villa ci fa troppo tristezza. Anche non vogliamo abbandonare Enzo.

— Per la seconda volta quel nome le passava dinanzi come un barbaglio. Chiarina, disperatamente audace, non se lo volle lasciar sfuggire:

— Il signor Enzo sta sempre qui?

— Viene con noi in montagna se può.

— Fa l’avvocato?

— Sì, cioè... Provossi in uno studio di avvocato, ma una combinazione... Sono cose lunghe da spiegare. Mio fratello non ha proprio fortuna. Anche recentemente concorse a un posto nella Cassa di risparmio... un buonissimo posto... e per un punto lo mancò.

Chiarina ascoltava ansante; ma la signorina Firmiani non credette il caso di dare maggiori spiegazioni. Troncò, al contrario, questo argomento spiacevole che per il momento le sembrava inutile; volle invece sapere da Chiarina dove trovavasi precisamente il suo negozio e le promise di andarla a trovare.

Sul punto di accomiatarsi il nome di Enzo venne pronunciato per la terza volta. Era il signor Firmiani, il quale, congratulandosi con Giovanni, fece un paragone col proprio figliuolo ed al pari di Mariuccia concluse:

— Non è fortunato.