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alta, severa, vestita con sobria eleganza; e poi un servo tutto nero da capo a piedi.

Dopo il momento di irresolutezza, Sofia pensò di andarsene in pace; e lo avrebbe fatto se l’occhio della signora, ostinatamente fissato su di lei, non avesse preso, improvvisamente, dilatandosi, una espressione dolce e sorridente.

— Ah! — esclamò Sofia.

— Sei tu? — domandò l’altra con una voce vibrante e calda.

Le due donne si abbracciarono con effusione.

Il servo colle valigie in mano, e il vetturino dall’alto del suo seggio, aspettavano.

Sofia, tutta rossa, agitandosi, parlando forte esprimeva la sua maraviglia per un incontro così straordinario. L’altra, dolcemente commossa, sorridendo con aria materna, le ricambiava la carezze, ripetendo:

— Ma sì! Non mi par vero.

— E da dove arrivi tu?

— Da Buenos-Aires.