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Pagina:Neera - Il libro di mio figlio.djvu/90

82 il libro di mio figlio


Quando si dice di uno: è troppo ideale: non mi pare esatto. Non si può essere troppo ideali, come non si può essere troppo sani, nè troppo belli. Egli è che il concetto esatto della idealità manca sovente e si scambia per idealismo l’assenza di criterio. Così si chiamano troppo idealisti i propugnatori di utopie, i fanatici, una quantità di persone squilibrate e ammalate di nervi.

L’ideale è il sangue nel nostro cervello, e la giusta circolazione di esso può dare la norma della nostra costituzione psichica.

Poichè ognuno di noi ha per modo di dire due anime: l’anima sensibile e l’anima pensante: tutte e due bisognose di un nutrimento che solo l’ideale ci somministra sotto le diverse forme di religione, d’arte, di amore, di carità.

La religione è la forma più popolare della idealità. E quella che mostrandosi in ogni popolo, in ogni paese, attraverso tutti i tempi, dà ragione al motto profondo di Voltaire: «Se Dio non esistesse bisognerebbe inventarlo.»