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Pagina:Neera - Il libro di mio figlio.djvu/66

58 il libro di mio figlio


Altri invece ne conosco deboli o vani, menti paurose che rifuggono da ogni scandaglio, bugiardi per fiacchezza, ciechi per ignoranza, che piangono e si disperano alla sola supposizione di non essere perfettamente sani, negando la malattia, fuggendo il medico, tutto ciò in odio a una dolorosa verità e vittime immancabili della loro codardia.


Nella ricerca assidua del vero e procedendo, come già ti dissi, attraverso noi stessi, ci dobbiamo anzitutto rendere mondi da ogni preconcetto. Dobbiamo avere sì il nostro giudizio che è un dritto sacrosanto; ma ci corre in pari tempo il dovere di rispettare e di studiare anche le convinzioni altrui, perchè o le troviamo migliori delle nostre e allora le adotteremo, fedeli alla